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Chi sono

foto di Dino Ignani Ho studiato Filosofia a Bari, ho fatto un anno di ricerca in Sociologia dell'immaginario al CeaQ (Sorbonne, Paris) e un master in Filosofia e Psicoanalisi a Roma all'Istituto di Filosofia e Psicoanalisi di Roma. Ho lavorato come docente in alcune scuole di scrittura creativa e scuole medie, ho tenuto corsi come operatrice letteraria in vari centri diurni di psichiatria. Ho frequentato un corso di editing alla Scuola Omero e il corso principe per redattori editoriali da Oblique Studio. Ho pubblicato i romanzi: Fatti male (Gaffi; tradotto in tedesco per Aufbau-Verlag), Homo homini virus (Meridiano Zero; Premio Carver 2015), Disturbi di luminosità (Gaffi; da cui lo spettacolo teatrale Disturbi, con regia di Olivia Balzar, andato in scena all'Ivelise di Roma nel novembre 2019), Brama (Perrone); le sillogi: Mancanza, Deserto (Premio Profumi di poesia 2018) e Città metafisiche (Ensemble); il saggio: Io Sono un'opera d'arte, viaggio nel mondo

Consigli di lettura per il 2021

  di Ilaria Palomba Tra i libri che vi consiglio di leggere metterei al primo posto  Cantico dell’abisso  (Arkadia) di Ariase Barretta: un romanzo forte, che qualcuno ha definito osceno, storia d’amore incestuosa di un figlio per un padre, furiosa competizione con un fratello più amato, scoperta lenta e dolorosa della propria omosessualità. Osvaldo e Mauro si contendono le attenzioni di un padre irraggiungibile, dovendo sbaragliare le ingerenze di una serie di donne - non solo la madre - con l'attitudine di scalare una montagna piena di insidie. Quel che colpisce in Ariase è la qualità della prosa, la capacità di districarsi tra narrazione monologante - si tratta di un'intersezione di monologhi di più personaggi - e meditazione filosofica, il coraggio di una scrittura non convenzionale. Come l’autore stesso ha detto, questo è il suo libro più compiuto. È un romanzo forte, ma nella pornografia - nel senso in cui la intendeva Carmelo Bene - è sottesa la trama invisibile dell’inco

CONSIGLI DI LETTURA

(foto di Dino Ignani) Rubrica di consigli letterari aggiornata aperiodicamente. Dicembre 2020 La città dei vivi è un libro non convenzionale, per molte ragioni: in primo luogo qui il linguaggio è trasparente, è un libro di vite, di corpi, di pulsioni, un romanzo perfettamente costruito, si potrebbe dire, se non si sapesse che tutto ciò che Nicola Lagioia ha scritto è realmente accaduto. È un libro realista? Sì, dal punto di vista dei fatti, dell’aderenza del racconto a una forma meticolosa di ricostruzione in cui l’autore sembra quasi sparire. Non lo è completamente, per fortuna, perché l’autore non scompare, assottiglia il linguaggio, si diceva, riporta la vita pura, la strada, il fuori, ma diventa personaggio, non solo narratore, e come tale è moralmente coinvolto nella tragica vicenda dell’omicidio Varani che ha sconvolto la città di Roma. Eppure Roma resta la città dei vivi, non la città dei morti, sono i vivi a parlare appropriandosi i morti, è sempre così.  L’indagine soci